Comune di Civita Castellana

Civita Castellana è un comune di 16 777 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio. Dista 37 chilometri dal capoluogo di provincia e circa 50 km da Roma.

È famosa per essere stata nell’epoca preromana la capitale della popolazione dei falisci, Falerii Veteres.

Papa Gregorio V le attribuì il nome di civitas (città – cittadinanza), da cui “Civita”. “Castellana” si riferisce al dominio che il luogo aveva sui castelli circostanti. Civita Castellana è nota anche con il nome di Massa Castellanaia.

Alla National Gallery di Londra è conservato un dipinto raffigurante Civita Castellana, realizzato da Edouard Bertin (1797-1871). Il dipinto è parte della prestigiosa Gere Collection.

Leggenda
Secondo la leggenda fu il greco Halaesus o Aleso il fondatore di Falerii Veteres. Figlio di Agamennone, re di Micene, e della bella schiava di guerra Briseide, già profondamente amata da Achille ed a lui sottratta con forza per Agamennone, fuggì dopo l’uccisione del padre, approdò sulle coste tirreniche e risalì il Tevere sino a Falerii Veteres. Grandi scrittori del passato attribuiscono a lui le origini di questo territorio:
« Halaesus a quo se dictam terra falisca putat »(Ovidio, Fasti (IV,73))
Virgilio nell’Eneide, il suo commentatore postumo Servio Mario Onorato, ed altri ancora lasciano testimonianze di questo grande eroe greco.

Falisci

La storia trimillenaria di Civita Castellana inizia con quella dei Falisci, una popolazione che si collocava tra la civiltà degli etruschi e quella dei romani. Le prime tracce di questa civiltà provengono dagli scavi dell’antica Falerii Veteres, che aveva rapporti commerciali con tutto il bacino del Mediterraneo. La maggior parte dei ritrovamenti di grande valore si trovano nel Museo nazionale dell’Agro Falisco che raccoglie anche i reperti rinvenuti nell’area falisca ma anche in altri grandi musei come il Louvre di Parigi. Un popolo guerriero, quello dei Falisci, che si scontrò inevitabilmente con la vicina Roma. Sconfitti, i Falisci furono letteralmente cacciati dal sito fortificato di Falerii Veteres e costretti a fondare un’altra città su di una piana distante cinque chilometri. La nuova città si chiamò Falerii Novi.

Medioevo

Dopo un periodo di abbandono, la città tornò ad essere abitata, in seguito alle guerre gotiche e alle invasioni longobarde, dando vita a uno sviluppo urbanistico che ancora oggi conserva il suo tessuto medioevale. Falerii Veteres divenne così Civita Castellana. Nel corso dei secoli successivi Civita sarà il luogo dove papi come Clemente III e Adriano IV troveranno rifugio in situazioni di estremo pericolo.

Sul finire del secolo XII fu signoria di Giovanni dei Papareschi Senatore di Roma e durante il periodo del Basso Medioevo ci furono lotte tra due famiglie: i Di Vico e i Savelli, fino a quando, nel 1426, la Santa Sede non riaffermò la propria giurisdizione.

Rinascimento

Da quel momento la città seguì le sorti dello Stato della Chiesa e molti furono i papi che nel corso degli anni la visitarono e vi soggiornarono. Tra questi Alessandro VI, Giulio II, Pio VI. Fu sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia che iniziarono i lavori nel forte Sangallo. Era l’anno 1494.

L’evento più importante del XVI secolo invece, fu l’attacco che i Lanzichenecchi sferrarono a Civita Castellana nel 1527. Questi per ben due volte cercarono di impossessarsene, avendone compreso l’importanza strategica. La città però riuscì a resistere. Fu in tale occasione che l’archivio cittadino venne bruciato.

I secoli XVII e XVIII furono secoli di pace e così ci si preoccupò di realizzare alcune opere pubbliche. Nel 1589 venne realizzato ponte Felice, nel 1609 la variante della via Flaminia, nel 1709 il ponte Clementino; il collegamento tra la Cassia e la Flaminia voluto da papa Pio VI risale invece al 1787.

Epoca moderna

Le idee della rivoluzione francese ben presto si diffusero in tutta Europa, Italia compresa. L’espansionismo territoriale francese che ne seguì giunse anche a Civita Castellana tanto che il 5 dicembre 1798 le truppe francesi, guidate dal generale MacDonald e facenti parte dell’armata del generale Championnet, sconfissero in battaglia le truppe napoletane guidate dal generale Mack. L’anno seguente gli Aretini si unirono agli altri nemici dei francesi ed attaccarono Civita Castellana. I francesi ben presto si riappropriarono della città e la controllarono fino al 1815.

Nel 1860 i garibaldini, diretti a Mentana, si fermarono a Civita. Il 12 settembre del 1870 vi sostò lo stesso Vittorio Emanuele II, diretto verso Roma con il suo esercito, che liberò la città dal secolare potere della Chiesa, annettendola a quello che poi sarebbe divenuto il Regno d’Italia.

È nel secolo XIX che a Civita Castellana inizia una svolta economica ad opera di Giuseppe Trevisan, un imprenditore veneto che vi impianta le prime fabbriche di ceramica. Quella della ceramica è una vocazione antica, dovuta anche alla facile reperibilità dell’argilla presente nel luogo. Col passare degli anni, accanto al settore artistico si sviluppa anche quello industriale, che avrà il suo apice nel secondo dopoguerra. I settori di produzione sono i sanitari, seguono le stoviglierie. Nasce il distretto industriale che comprende anche i paesi limitrofi.

Monumenti e luoghi d’interesse

Civita Castellana conserva un notevole patrimonio artistico e archeologico, infatti Falerii Veteres risulta essere uno dei principali siti delle età del ferro e del bronzo. È ricca di aree templari, di necropoli e di santuari.

Architetture religiose

Il Duomo, costruito dai Cosmati con facciata del XII secolo e portico a grande arco centrale del 1210 (arricchito da mosaici policromi dei marmorari romani Cosmati) e con una grande cripta dei secoli VII e VIII;
La chiesa S. Maria del Carmine già Santa Maria dell’Arco del 1100 con campanile a bifore a 3 navate con colonne e capitelli diversi fra loro e monastero delle Clarisse di San Damiano con chiostro
Chiesa di San Francesco ex San Pietro XIII secolo con tavola di Antoniazzo Romano del XV secolo e pala d’altare del 1531.Chiostro con affreschi
L’Abbazia di S. Maria in Faleri; (sita nel territorio di Fabrica di Roma in frazione Faleri) del 1200 cistercense con 5 absidi
Chiesa di San Gregorio XIII secolo a 3 navate con resti di affreschi quattrocenteschi e campanile con monofora e bifora
Chiesa di Sant’Antonio Abate con affreschi rinascimentali
Chiesa e convento di Santa Susanna del XIII secolo con portico verso la frazione di Borghetto
Chiesa di Santa Maria delle Piagge di origine medievale, conserva una Madonna con bambino festeggiata la Domenica in Albis nei pressi di Porta Lanciana
Chiesa della Madonna delle rose del XVI secolo su preesistenze altomedievali tra via ponte ternano e Largo Roma
Chiesa di San Benedetto di fronte alla ex chiesa di San Giovanni Decollato con campaniletto a bifora oggi fioraio
Edicola Madonna delle nevi del 1718 con affresco del XVII secolo a piazza dei martiri delle fosse ardeatine
Edicola con San Giorgio e il drago XII secolo a via corsica, 30
Affresco di Madonna con Bambino di fine ‘600 a via Garibaldi, 4
Ex chiesa di San Giorgio oggi museo della ceramica
Ex Chiesa di Santa Chiara già delle monache con elegante rosone in facciata in via Ferretti oggi ospedale dei cronici
Ex Chiesa del SS Sacramento delle clarisse francescane, oggi asilo e scuola elementare privata, di fronte alla Chiesa del Carmine
nel centro storico si possono notare altre due ex chiese oggi abitazioni private

Architetture civili

Il Forte Sangallo, dove all’interno si può visitare il Museo nazionale dell’Agro Falisco, inaugurato nel 1977, che raccoglie al suo interno materiali provenienti dall’antica Falerii Veteres e dalle zone limitrofe. Il Forte San Gallo venne fatto costruire da Alessandro VI Borgia su un precedente edificio di età medioevale. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Vecchio e portato a termine dal nipote, Antonio da Sangallo il Giovane, sotto il pontificato di papa Giulio II. Il mastio ottagonale, il pozzo del cortile maggiore e il portone di accesso alla fortezza, risalgono a quel periodo. Interventi di restauro e di abbellimento ci furono con i pontefici successivi. Il forte fu non solo una architettura militare, ma anche una dimora papale; questo fino all’Ottocento. Costituiscono invece eccezione alcuni reperti risalenti all’VIII – XII secolo, provenienti da cantine e pozzi cittadini. Altri provengono dall’area del Santuario di Giunone Curite (prima metà del VI secolo a.C.), mentre ai primi anni del V se a.C. appartengono i materiali del Tempio di Mercurio e di altri due templi situati sul Colle del Vignale.Il nuovo museo si è arricchito di nuove opere donate da privati e ceramiche artistiche dell’istituto statale d’Arte.
Palazzo Onorati 1745
Palazzo Petroni-Trocchi del 1544 opera del fratello di Sangallo con due portali a bugnato e stemmi. Ci alloggiarono diversi personaggi illustri
Palazzo Baroni con affreschi degli Zuccari
Palazzo Montalto XVI secolo con affreschi
Palazzo comunale XVI secolo
Palazzo Morelli del 1740
Porta di Giove; (sita nel territorio di Fabrica di Roma in frazione Faleri)
Porta Borgiana sulla strada per Castel Sant’Elia
Via del Rivellino con porta medievale;
Centro storico medievale con case e torri;
Fontana dei Draghi 1585
Meridiane e Palazzi con bifore;
Ponte Clementino XVIII
Ponte Felice;
Castello di Borghetto dove vi era la chiesa medievale di San Leonardo
Monumento alla Vittoria di Silvio Canevari;
Monumento ai caduti del mare;
Monumento ai ceramisti;
Monumento ai caduti in Africa;
Ex fabbrica Marcantoni, oggi divenuta Piazza Marcantoni.

Siti archeologici
Area archeologica di Vignale;
La necropoli della via Amerina; (insieme ai Comuni confinanti Fabrica di Roma, Castel S.Elia e Nepi)

Musei

Il museo della ceramica, che trovava collocazione all’interno del Palazzo Petroni Andosilla si è recentemente trasferito all’interno dell’istituto scolastico d’Arte di via Gramsci dove è stata recuperata l’antica chiesa di San Giorgio che è attualmente sede del museo. Esso sorse nel 1996 con lo scopo di esporre al pubblico opere ceramiche di vari periodi, prevalentemente appartenenti agli anni tra il ’20 e il ’60 del secolo scorso. All’interno del Museo sono esposti vasi, piatti, manufatti, piastrelle dipinte, che testimoniano la bravura dei più importanti maestri ceramisti locali.
Museo nazionale dell’Agro Falisco

Musica

Nel mese di luglio, si svolge il Civita Festival, con concerti di Musica classica, Barocca, Jazz, Musica Moderna, Opera e Balletto con artisti di fama internazionale.

Eventi
17 gennaio – Fiera di Sant’Antonio abate
Il Carnevale, che si apre il 17 gennaio di ogni anno con il trasporto del cosiddetto Puccio, un fantoccio in cartapesta, in piazza Matteotti. Durante il periodo di carnevale ci sono numerose iniziative: la sagra dei frittelloni, il giovedì Grasso si può assistere alla nota sfilata allegorica dei bambini organizzata da tutte le scuole, e per concludere le sfilate dei carri allegorici, svolte le ultime due domeniche e il Martedì grasso, che si chiude con l’ultima sfilata di carri allegorici, il ballo in piazza Matteotti ed a notte inoltrata, il saluto al Carnevale con il falò del Puccio ed i fuochi d’artificio.
16 settembre – festa patronale dei santi martiri Marciano e Giovanni.
Vengono effettuate intorno alla metà di settembre alcune rievocazioni storiche di antiche Feste medievali, con corse, giostre e sfilate in costume con dame e cavalieri.
1º novembre – Fiera (il giorno prima dei morti)

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